Le origini

Il progetto Napusten è stato fin da subito un grande azzardo. Riportare alla luce un movimento ormai dimenticato è un rischio che nessuno voleva accollarsi. Si perché è facile avere sogni, voglia di fare e occasioni da sfruttare quando si vive in una grande città, ma in una piccola realtà come la nostra, tutto cambia. In un luogo dove per quasi vent’anni si è parlato di Techno come un ricordo lontano, o come una vergogna da nascondere, anche il più bello dei progetti può spaventare. Il nome che ci siamo dati racchiude l’essenza di ciò che siamo, del luogo in cui viviamo, dell’obiettivo che ogni volta ci prefiggiamo. Napusten, cioè Abbandonato, non si riferisce solamente a qualcosa di perso da recuperare. Napusten è una scelta, un’opportunità.. per abbandonare i pregiudizi, l’ignoranza e le maschere di ogni giorno, abbandonare la paura di essere diversi, e di essere giudicati per le nostre scelte. Se credete in tutto ciò, capirete il perché delle location che scegliamo e degli artisti che proponiamo, ma soprattutto capirete quanto sia unico il regalo che possiamo fare a tutti noi: avere per una notte un luogo sconosciuto come seconda casa, in cui poter ballare, vivere e sognare insieme, sotto il ritmo incessante della nostra più grande passione.
Abbiamo avuto il coraggio di rischiare, e continueremo a farlo, ogni volta, sempre più in grande, sempre più spesso.
Non c’è modo per ringraziarvi dell’entusiasmo che dimostrate ogni volta e non ci sono parole per spiegare quanto siamo grati a tutti voi, che rendete possibile tutto ciò, quindi lasceremo che sia la musica a parlare per noi.